INGERENZA o PAURA di veder crollare il monopolio della propria dittatura?Questa mattina mi sono svegliata e mi sono ricordata che secondo il Concordato sottoscritto tra Stato e Chiesa nel 1929, il Vaticano può decidere di bloccare una legge che è pronta a tutelare i diritti inalienabili dell’individuo solo perché, secondo bigotto arbitrio, viola la revisione di patti anacronistici che da secoli ci rendono servi della Santa Sede
Come ho reagito? Ho portato in spalla per tutto il proseguire della giornata tanta rabbia, delusione forse e ripudio per lo Stato Laico e Democratico in cui vivo, alla base del quale dovrebbe primeggiare l’amore per la tutela della libertà del proprio popolo.
Vorrei possedere più fantasia e affermare con ottimismo che questa potrebbe essere finalmente l’occasione per liberarsi dalla tirannia che tenta di demolire la nostra sacra Costituzione e per chiedere a quella politica prona al clero di vergognarsi pubblicamente di fronte ai volti di giovani sfregiati dall’odio che una falsa e stolta interpretazione biblica produce giornalmente nei suoi sermoni.
Purtroppo però non possiedo quella fantasia e come biasimarmi se politici come il senatore Simone Pillon si vantano di affermare che leggi come il DDL Zan rappresentano di fatto un pericolo per salvaguardia della libertà religiosa e di pensiero.
Onorevole Pillon io voglio vantarmi invece di dichiarare a gran voce che per l’educazione con cui sono stata cresciuta trovo più pericoloso un paese in cui restano impuniti uomini che feriscono fisicamente e psicologicamente la dignità di altri per la sola colpa di esistere e di essere se stessi, niente di più.
Onorevole Pillon io trovo più pericolosa l’ingerenza del Vaticano su uno Stato autonomo e a maggior ragione se si parla del diritto di amare, soprattutto se riportiamo per un secondo alla mente i 4 392 vescovi, sacerdoti e catechisti accusati di pedofilia tra il 2009 e 2010.
Sono più spaventata da chi cerca di imporre i propri intransigenti giudizi morali sulle mie scelte di vita, da chi crede di poter stabilire come e quanto debba durare la vita di un individuo senza possibilità di replica perché tutte “creature di Dio” a cui egli ha concesso un dono inalienabile e da chi crede che insegnare il rispetto reciproco nelle scuole, equivalga a diseducare e deviare giovani e brillanti bambini che non vedono tutte queste diversità tra gli uomi. 
Mi terrorizza sapere che lo stato concede a un assessore alla sicurezza di girare liberamente armato per uscire a comprare il giornale quando una modesta parte delle nostre tasse sono destinate al finanziamento di chi davvero dovrebbe proteggerci, e che spesso si rivela solo l’ennesimo fascista pronto a impugnare il potere della propria divisa per macchiarsi di abusi di ogni tipo. Voltaire diceva : Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”, e allora come posso confidare nel progresso se solo nel 2017 nella civilissima Italia quasi la metà dei decessi avvenuti in carcere sono suicidi (53 su 122), come posso credere nel miglioramento se lo scopo primo della detenzione, la rieducazione, è solo un lontano miraggio?
E infine Pillon, se lo lasci dire, trovo se non pericoloso almeno ipocrita che la Chiesa dall’alto del piedistallo che lo Stato stesso ha voluto costruirle, si metta a predicare cosa sia meglio per gli Italiani quando di fronte a una pandemia che ha fatto inginocchiare l’economia, si guardi bene dal restituire i cinque miliardi di euro stimati dall’UE di tasse arretrate sugli immobili.
Sarò stata aspra e cruda forse ma mossa dal desiderio che una libertà universale venga davvero protetta, una libertà voluta dal popolo e non mossa dal presunto progetto di Dio che la Chiesa usa come scusa per ledere le meravigliose istituzioni democratiche della nostra Repubblica. Vengano abbandonate le convinzioni antidiluviane che vogliono creare confini, ostacoli e divisioni e sia piuttosto abbrancato il buon senso da parte del Senato per far approvare ciò che rappresenta il primo passo verso il progredire di un Paese ancora tutto da rattoppare, nel rispetto dell’art. 7 e prima ancora dell’art. 3 della nostra Carta Costituzionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *