Siamo ormai giunti al giro di boa e la Serie A ha già regalato partite mirabolanti, giocate da urlo e verdetti importanti.

Tra i protagonisti del nostro campionato c’è chi si conferma, chi sta deludendo profondamente e chi spera in una ripresa, ma ci sono anche squadre che stanno andando oltre ogni aspettativa sia per i risultati, sia per la qualità di calcio proposto.

 Empoli

Sabato 28 Agosto-ore 20.45- all’Allianz Stadium di Torino va in scena la seconda giornata di Serie A; la tana bianconera ospita l’Empoli, squadra neopromossa, apparentemente intenzionata a salvare la faccia più che a fare risultato. Tuttavia, come accade sempre nel calcio, è la superficie verde ad avere l’ultima parola e, al termine dei 90 minuti, il tabellone luminoso parla chiaro: 0-1 per i toscani. Gli Azzurri vincono con merito, ma l’attenzione dell’opinione pubblica è focalizzata sul periodo di crisi della Juventus, e forse non rende il giusto omaggio alla prestazione della compagine di Andreazzoli. La giornata successiva l’Empoli crolla in casa con il Venezia, e lo scalpore per il successo precedente sfuma. I toscani però rimangono lì, partita dopo partita, e continuano a macinare punti. Dopo diciannove giornate si trovano nella parte sinistra della classifica, con 16 punti di vantaggio sulla zona retrocessione e con qualche timido sogno europeo. I successi della squadra sono favoriti da un organico completo, ben amalgamato da Andreazzoli. In particolar modo il club può contare su una coppia di attaccanti giovani ma già con tanta esperienza in Serie A, come Pinamonti e Cutrone, e su un fantasista come Bajrami, che, anche se a volte parte dalla panchina, è sempre pronto a dare qualità alla manovra con le sue giocate. Riuscirà l’Empoli a confermarsi anche nel girone di ritorno? Ad ognuno la sua opinione; certo è che giocatori, allenatore e società dovranno essere bravi a reggere la pressione che la squadra ha guadagnato in seguito ai recenti successi.

Fiorentina

Per trovare un’altra delle sorprese più belle del nostro campionato basta spostarsi di pochi chilometri. La Fiorentina viene da stagioni assai deludenti, nonostante le recenti sessioni di mercato, che hanno visto sbarcare a Firenze fenomeni come Bonaventura, Callejon, e Franck Ribéry. Probabilmente questa situazione è arrivata al culmine nella stagione 2018-2019, quando Fiorentina e Genoa, entrambe invischiate nella lotta per non retrocedere, in occasione dell’ultima giornata di campionato hanno offerto uno spettacolo raccapricciante. Quest’anno però la società sembra aver cambiato strategia: anziché fossilizzarsi su allenatori con molta esperienza, la scelta è ricaduta su Vincenzo Italiano, un tecnico giovane ma ambizioso, che la scorsa stagione ha condotto lo Spezia alla salvezza mediante un calcio propositivo in fase offensiva e aggressivo in fase di non possesso. Nella prima parte di stagione la Fiorentina ha raggiunto risultati straordinari, che non sembrano precludere obiettivi europei. Questo è stato possibile soprattutto grazie al killer instinct del centravanti viola Dusan Vlahovic, che fino a qui ha dimostrato di avere tutte le caratteristiche che si addicono ad un attaccante completo; non è un caso infatti che il giocatore faccia gola a vari top club; ciononostante, il bomber serbo è stato capace di mettere da parte le voci di mercato e di far parlare il campo con una serie di prestazioni eccezionali.

Venezia

Tra le belle sorprese di questa prima parte di stagione va menzionata anche la squadra della Laguna. I veneti sono tornati nella massima serie dopo una lunga assenza, ma all’inizio, sulla carta, sembravano forse la squadra meno attrezzata del campionato. Il calcio di oggi però non è più fatto solamente di grandi nomi; sono le idee ad aver acquisito importanza, e il Venezia è una bellissima testimonianza di come la filosofia di un allenatore, proiettata sul campo, possa portare a grandi prestazioni. Paolo Zanetti infatti ha saputo dare a questa squadra un’identità precisa: gli arancioneroverdi giocano ogni partita a viso aperto, e questo comporta vantaggi e svantaggi: sono arrivate delle grandi prestazioni, come la vittoria con la Roma o il pareggio con la Juventus, ma anche amare sconfitte, come quella per 3-4 in casa contro l’Hellas Verona, quando all’intervallo il Venezia conduceva per 3-0. Inoltre la società è stata molto abile nel costruire una squadra provvista sia di giocatori di esperienza, sia di giovani molto interessanti, come Gianluca Busio, centrocampista statunitense classe 2002. Inoltre, i veneti possono contare sul mancino educato di Mattia Aramu, fantasista che si è fatto trovare puntuale anche all’appuntamento con il gol. Ciononostante, la posizione di classifica non è ancora del tutto rassicurante, e la compagine di Zanetti dovrà essere brava a confermarsi su buoni livelli anche nel girone di ritorno.

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