Riflessione da liceale

A scuola studiamo le materie più varie: umanistiche, scientifiche, linguistiche ecc.. E non c’è nulla di meglio per giovani studenti nel pieno dello sviluppo che tenere attiva la mente con conoscenze sempre nuove.

“Tutto può tornare utile” è il mantra ripetuto a coloro che dubitano del sistema d’istruzione.

Ma la scuola non è più un luogo dove poter apprendere ciò che può essere utile per la vita di un individuo, o almeno, non è più il suo scopo principale!

Basti pensare al programma di storia riproposto di generazione in generazione, fermo alla fine della seconda guerra mondiale. Nel frattempo però passati 77 anni, il mondo è stato travolto da innumerevoli conflitti e cambiamenti, non sarebbe forse utile analizzare gli eventi che ci riguardano più da vicino, invece di studiare per la terza volta (dopo le elementari e le medie) la non da meno rilevantissima storia preromana?

La funzione della scuola

La scuola di oggi ha come scopo quello di gettare in contenitori umani le informazioni indispensabili per -prendendo in prestito le parole attribuite a Richard Feynman- “essere istruiti quel tanto che basta per credere a ciò che ci è stato insegnato e non abbastanza istruiti per mettere in dubbio qualsiasi cosa da ciò che ci è stato insegnato”.

La scuola non ci insegna a pensare, ma ad immagazzinare come macchine contenuti, vuoti, poichè privi di riflessione critica. A scuola non c’è spazio nè tempo per esprimersi, la priorità è data al “programma prestabilito”.

La scuola di oggi è il prodotto della nostra società, che avanza tecnologicamente e lascia decadere i valori umani fondamentali.

Argomenti importanti trascurati a scuola

Nessuno ci insegna a conoscere noi stessi. Nessuno ci insegna l’importanza di stare bene con il proprio io al posto di preoccuparsi delle aspettative che gli altri hanno di noi. Aspettative che, se deluse, creano sensi di colpa. Ma le aspettative non possono che venire sistematicamente deluse, perché nessuno può essere quello che gli altri gli chiedono che sia. Ognuno può essere solo quello che è.

Ma la scuola non ci insegna ad accettare quello che siamo.

La scuola non insegna, addomestica.

5 pensiero su “Scuola: quanto è utile ciò che studi?”
  1. Una riflessione ? Un parere? il contenuto di questo scritto , di una liceale……. per me È UN GRIDO DI AIUTO!!!!! …… la scuola degli ultimi decenni non insegna !!! Vogliono che gli studenti siano solo macchine !! Quanta tristezza , solitudine, leggo negli occhi di questi futuri uomini e donne . Grande Diana 😘 fai sentire il tuo grido per smuovere le acque che sono diventate stagnanti ! ❤️❤️❤️

    1. Grazie mille!!! Spero che la mia generazione riuscirà a far sì che le cose cambino.. :*

      1. Parole profonde e assolutamente vere. Diana ha saputo mettere su carta il pensiero di tutti gli studenti, mio figlio compreso. I giovani a volte denigrati e qualificati fannulloni riescono a vedere oltre….. avanti tutta ragazzi…..il mondo è lì che vi aspetta….

  2. Cara Diana, le tue parole sono il segnale profondo di un malessere che attraversa il mondo della scuola tutto, dagli studenti agli insegnanti che spesso non si accorgono delle richieste che provengono dai ragazzi, da chi ha voglia di conoscere, ma non solo, di elaborare, di andare oltre i contenuti per affermare e fare crescere la propria personalità, il proprio essere persona e non numero. Il sapere è fondamentale, ma non può essere un sapere avulso dalla realtà, dev’essere costantemente proiettato nella vita reale per dare un senso alla crescita interiore. Brava Diana, bisogna scuotere chi fa parte di questo mondo perché voi siete il futuro e il futuro va formato con intelligenza.
    La tua affezionatissima maestra

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