Il film inizia con la voce narrante del protagonista, Lester Burnham che, da morto, racconta la successione di eventi che l’hanno condotto a lasciare il mondo dei vivi. La sua storia inizia con una classica crisi di mezza età portata da un matrimonio infelice, un lavoro insoddisfacente, una figlia adolescente insofferente e ostile e la mancanza di stimoli nella vita. Tutto cambia quando Lester conosce Angela Hayes (un’amica di sua figlia Jane) e ne rimane infatuato, attratto, colpito. Angela è, a tutti gli effetti, “un’American Beauty”, l’ideale di bellezza americana: bianca, bionda, atletica. Diventa protagonista delle fantasie sessuali di Lester, rappresenta il suo lato giovane, selvaggio, da tempo dimenticato.

La passione sfrenata dell’uomo verso la ragazza è l’inizio di una svolta: inizia a mangiare sano e a fare attività fisica per fare colpo su Angela (che si diverte a stuzzicarlo, quando è in casa sua, con battutine e allusioni), lascia il suo lavoro, rimanendo comunque coperto economicamente, inizia a divertirsi, con un po’ di aiuto dal ragazzino vicino di casa, suo spacciatore di fiducia.

Allo stesso tempo la moglie Carolyn, anch’essa infelice, inizia a frequentare un imprenditore che sembra darle ciò che il marito non le dà più: certezze economiche, quindi un senso di protezione; molto significativa è la scena in cui la donna canticchia in macchina “Don’t rain on my parade”: sta a significare che sta rifiorendo e nessuno deve permettersi di “piovere sulla sua parata”.

Entrambi i Burnham si distaccano dalla realtà, ne costruiscono nuove ma, nel frattempo, cosa succede a Jane? Lei, sentendosi umiliata dall’atteggiamento del padre verso l’amica, si sente ancora più alienata dal mondo di quanto già non si sentisse e comincia a prendere le distanze da Angela, rendendosi conto di quanto sia effimera e costruita l’immagine che l’amica dà di se stessa.

Si lascia avvicinare invece da Ricky Fitts, lo strano compagno di scuola e vicino di casa che aveva colto svariate volte a filmarla. Sembra quasi un adulto più che un adolescente; vive per conto suo, tenendosi lontano dal padre fascista e omofobo e vende marijuana per vivere (diventerà lo spacciatore di Lester). Ricky è un ragazzo fuori dal comune: filma la realtà che lo circonda, osservando e focalizzandosi anche sui minimi dettagli che smuovono in lui qualcosa.

Filma qualunque cosa gli ispiri vita e bellezza, per esempio un sacchetto che vola e si ritorce su se stesso, mosso dal vento. Quel sacchetto è il suo mondo interiore, così contorto, instabile, inquieto. Ha scelto proprio Jane come primo soggetto in carne ed ossa: ne è affascinato, è affascinato dalla sua realisticità, sinonimo di bellezza. Entrambi gli innamorati troveranno una via d’uscita nell’altro: lei, per fuggire dall’assurda situazione creatasi in casa e lui, per fuggire dalla continua violenza fisica e verbale del padre, convinto che suo figlio abbia una relazione segreta con Lester Burnham.

Soffermiamoci su questo personaggio, il colonnello Frank Fitts. Possiamo definirlo il classico americano che tratta la moglie come una serva e odia chiunque non sia bianco e eterosessuale. Vedendo sempre più frequentemente il figlio scambiarsi saluti e chiacchierare con il vicino di casa Lester, si autoconvince che abbiano una relazione. L’uomo dà di matto, è pieno d’odio verso il figlio, odio che, in realtà, è verso sé stesso, omosessuale represso, innamorato del vicino di casa. La sera in cui tutto giunge alla sua conclusione, fradicio e disperato, il colonnello cerca Lester e lo trova nel seminterrato, dove lo bacia. Con perplessità e imbarazzo, Lester lo rifiuta gentilmente e Frank, affranto e ferito, se ne va.

Nella stanza di sopra, nel frattempo, Jane e Ricky progettano il loro piano di fuga per New York, mentre Angela, dopo aver litigato con entrambi, cerca il padre dell’amica. I due iniziano a parlare e il sogno dell’uomo si avvera: i due si baciano e iniziano a spogliarsi, ma ad un certo punto Angela, che si è sempre mostrata disinibita e “una donna di esperienza”, confessa di essere ancora vergine: per questo Lester la fa rivestire e la conforta.

Crolla un mito, crollano i castelli costruiti dal protagonista, riportato alla realtà: Angela non è altro che una ragazzina con le sue insicurezze e non la donna sicura e inarrestabile che mostrava di essere. I due chiacchierano delle loro vite, lui le chiede come sta Jane. Sembra assurdo, è il padre che chiede all’amica della figlia, come fosse lui l’estraneo. Ed infatti lo è. Angela, dopo essersi sfogata e aver tirato fuori il suo lato umano, va a casa. Lester, rimasto solo, si commuove davanti a una vecchia foto di famiglia, rimpiangendo i tempi in cui lui e sua figlia non erano estranei, lui e sua moglie non erano così gelidi l’uno nei confronti dell’altra.

Carolyn intanto sta tornando a casa, ma dopo aver parcheggiato la macchina sente un colpo provenire dalla sala. Qualcuno ha sparato a suo marito e quel qualcuno è il colonnello Fitts; tornato indietro per vendicarsi del rifiuto, pervaso da rabbia e umiliazione, ha ucciso Lester perchè, così facendo, ha provato ad uccidere la sua omosessualità, da sempre un tormento nella sua vita.

Occorre focalizzarsi su cosa dice la voce fuori campo di Lester terminando il racconto: “Anche se è morto e non è più sulla Terra, sta bene ed è finalmente in pace, perchè dall’alto riesce a vedere che «è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo». Avrà quindi una visione più concreta ed universale di insieme.

Non è più chinato sul suo piccolo mondo infelice, ora è “fuori” da esso: è libero e felice. Basta solo dare un’occhiata dall’esterno, ampliare la nostra visuale e rompere le catene dell’autocommiserazione: anche, semplicemente, riflettere può far trovare la pace, la bellezza.

Ti può mostrare che eri tu a vivere coi vetri oscurati dalla paura, dalla tristezza, dal rimpianto. Bisogna spaccare, rompere questi vetri, solo così facendo possiamo cogliere quello che c’è al di là: la bellezza, pur celata o difficile da trovare, è ovunque.

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