SINOSSI:
I nostri rapporti con il prossimo si limitano, per la maggior parte, al pettegolezzo e a una sterile critica del suo comportamento. Questa constatazione mi ha lentamente portato a isolarmi dalla cosiddetta vita sociale e mondana. Le mie giornate trascorrono in solitudine e senza troppe emozioni. Ho dedicato la mia esistenza al lavoro e di ciò non mi rammarico affatto. Incominciai per guadagnarmi il pane quotidiano e finii con una profonda, deferente passione per la scienza. Ho un figlio anche lui medico che vive a Lund, è sposato da anni, ma non ha avuto bambini. Mia madre vive ancora ed è molto attiva, molto vivace malgrado la sua tarda età. Mia moglie Karin è morta da diversi anni. Ho la fortuna di avere una buona governante. Dovrei aggiungere che sono un vecchio cocciuto e pedante. Questo fatto rende sovente la vita difficile sia a me che alle persone che mi stanno vicine. Mi chiamo Eberhard Isak Borg ed ho settantotto anni. Domani nella cattedrale di Lund si celebrerà il mio giubileo professionale.
Queste sono le parole dell’anziano dottore svedese Isak, all’inizio del film. L’uomo ha perso ogni fiducia nell’umanità.

La vera vicenda inizia un afoso 1 giugno quando, poco prima di svegliarsi , fa un sogno che lo disturba.
Sogna di camminare solo per una città cupa e deserta; ad un certo punto si imbatte in una bara aperta e, nella bara, c’è proprio lui. La sua mano tenta di trascinarlo con sé.

Apre gli occhi di soprassalto. Avvolto da un presagio, decide di prendere la macchina e partire immediatamente per Lund (dove si deve tenere il giubileo), per rivivere i luoghi del suo passato, forse, per dar loro un addio. Accompagnato dalla polemica nuora Marianne, da lui ospitata in casa perché in visita ai suoi parenti, comincia il viaggio nei ricordi di Isak. Grazie alla forza del suo passato e alla presenza di strani personaggi incontrati nel tragitto, verranno riportate a galla emozioni che l’uomo aveva da tempo voluto seppellire.

SCENE CHIAVE:

“Lei è un uomo egoista”

Sei un egoista incallito, zio Isak. Sei davvero spietato; non hai mai ascoltato nessuno tranne te stesso. È ben nascosto dalla maschera di vecchio e dall’amabilità. Ma sei un egoista inflessibile. Il mondo potrebbe vederti come un grande filantropo. Noi che ti abbiamo visto da vicino lo sappiamo meglio. Non puoi ingannarci.

Durante il viaggio, Marianne e Isak hanno un confronto verbale. Egli le chiede cosa pensi realmente di lui e lei risponde con schiettezza, facendo luce sul fatto che suo suocero è una persona fredda e dura, un “egoista incallito” che si butta a capofitto nel lavoro per non pensare. Vivere per lavorare e lavorare per vivere: è eliminata qualunque forma di sentimentalismo o di dialogo o confronto con gli altri. Per Isak, è meglio pensare a sé e non pretendere troppo dalla vita.

DIO ESISTE?

Isak tornerà nella tenuta estiva dove passava le estati coi suoi undici fratelli e i cugini fra cui Sara, di cui era perdutamente innamorato.

Ebbe però più fortuna lo sfacciato cugino che, col suo atteggiamento provocatorio e il suo continuo corteggiamento, la conquistò. Si innamoreranno vicino ad una pianta di fragole: il posto delle fragole. Mentre il protagonista rimugina su questo, i suoi ricordi appaiono vividi, è come teletrasportato nel passato: a risvegliarlo è una ragazza, che vive nella tenuta.

La ragazza assomiglia particolarmente a Sara e anche la sua storia è simile: è contesa fra due uomini molti diversi fra loro. I due sono suoi amici, in viaggio con lei. La ragazza riesce a scroccare un passaggio al vecchio; ciò dà a lui modo di osservare quanto i due pretendenti siano la versione moderna sua e di suo cugino. C’è il ragazzo sensibile, sognatore che suona la chitarra e studia teologia; l’altro, più pratico e razionale, si dedica agli studi scientifici e nega l’esistenza di Dio. Fra loro si apre un acceso dibattito proprio su Dio , in cui Isak sembra ritrovare il suo lato sensibile.

IL PRIMO DOVERE DI UN MEDICO

Durante l’ennesima scena visionaria, Isak verrà sottoposto ad un processo e verrà punito perchè non ha adempito al suo dovere di medico: il primo dovere di un medico è infatti quello di chiedere perdono.
Il dottore nella sua vita però non ha mai chiesto perdono. Qual è la punizione per questo? La solitudine.

LE FRAGOLE SONO FINITE

Quando il protagonista avrà finalmente raggiunto la meta, sarà un uomo diverso. Grazie al suo viaggio onirico-psicologico nel passato, ma anche a causa delle esperienze del suo presente, è costretto a guardarsi allo specchio.

Cambierà, verrà a patti col suo passato e uscirà dalla sua perenne condizione di pessimismo cronico e di isolamento. Ma, che cos’è un posto delle fragole? Cosa rappresenta? Ognuno di noi ne ha uno. E’ quel ricordo incancellabile che ci accompagnerà sempre, a cui guardiamo con nostalgia, con amarezza e, al contempo, dolcezza. Qual è il vostro posto delle fragole?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *