Savona, 14 aprile 2021. Il covid non ha fermato il ricordo di tutti coloro che si sono battuti per la libertà, oggi tanto sognata e messa a rischio. Proprio la libertà è stata una delle grandi protagoniste della commemorazione di Romano Magnaldi, svoltasi mercoledì 14 aprile nella nuova biblioteca del nostro liceo. L’allora ragazzo Romano si unì alla resistenza partigiana nel ’43, abbandonando la prima liceo; il 5 aprile 1945 perse la vita durante un rastrellamento nazi-fascista, appena venti giorni prima della Liberazione. Dopo la sua morte i compagni decisero di dedicargli una targa commemorativa (ancora oggi visibile al piano terra del liceo), a cui nel 2010 è stata aggiunta una lastra donata da alcuni studenti vincitori del premio nazionale “XXV Aprile”.

Ogni anno si tiene una commemorazione in cui docenti, ospiti e due studenti tengono brevi discorsi per mantenere viva la memoria di Romano e di tutti quei ragazzi che come lui hanno dato la vita per la patria. Dopo che nel 2020 la cerimonia era stata sospesa per ovvie ragioni, quest’anno, seppur in maniera ridotta, la rievocazione ha comunque avuto luogo, il tutto grazie alla direzione e allo spirito della prof.ssa Simonetta Tortarolo.

Dopo i saluti del Dirigente scolastico ha preso la parola il professor Riccardo Sirello (iniziatore del progetto), che ha rammentato ai presenti l’importanza di ricordare anche a distanza di anni i partigiani, combattenti grazie ai quali l’Italia si è riscattata ripudiando la dittatura nazi-fascista. In seguito Guglielmo Bolla ed Emma Sugliano hanno avuto l’onore di tenere i propri discorsi, in cui hanno mostrato il punto di vista di noi giovani, il futuro di un mondo che non deve commettere gli errori del passato. 

La parte di maggior impatto è però stata la testimonianza dell’ingegner Rocco Peluffo, compagno di scuola di Magnaldi, il quale proprio nella ormai ex-palestra del nostro istituto, negli anni ’40, aveva rifiutato (con appena altri quattro compagni) di aderire alle milizie fasciste. Dalle sue parole  traspare il dolore di una ferita che forse non si è mai chiusa del tutto, ma che soprattutto si teme possa riaprirsi. 

Merita una menzione anche l’orazione della professoressa Ciciliot, terminata con la lettura di una lettera da lei realizzata per l’occasione e quella della ex dirigente del nostro glorioso liceo, Teresa Ferrando, intervenuta per ricordare l’importanza di un’iniziativa davvero carica di significato. In seguito, rigorosamente in streaming per non creare un possibile rischioso assembramento, i presenti hanno potuto assistere all’apposizione di un mazzo di fiori al fianco della targa commemorativa dedicata a Romano.

L’evento si è infine concluso con un intervento “a sorpresa” di Gabriele Dorati, rappresentante d’istituto, che ha scelto di  ricordare l’importanza dei concetti di libertà e democrazia, troppo spesso dati per scontati nonostante vadano ogni giorno onorati e difesi.

Nel suo discorso Guglielmo ha invece tentato di sottolineare come ognuno di noi possa e debba assomigliare a Romano. Ovviamente con questo non si intende imbracciare un fucile per uccidere dei nemici, ma agire con coscienza e coraggio mettendo davanti ad ogni cosa il bene comune, ad oggi minacciato a causa della pandemia.

All’evento avrebbe dovuto partecipare anche Mauro Magnaldi, nipote di Romano, il quale avrebbe voluto donare al nostro istituto la medaglia d’oro dello zio, ma sfortunatamente non ha potuto presenziare alla commemorazione.

Un’organizzazione impeccabile per una commemorazione che non dimenticheremo: potrebbe essere questo il nostro riassunto relativo alla giornata di mercoledì, fondamentale per ribadire con forza quanto sia importante poter sempre esprimere la propria opinione in ogni circostanza.

 

  • a cura di Gugliemo Bolla e Gabriele Dorati

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