I Blur sono stati molto di più che un band britpop degli anni 90: sono stati l’urlo di una generazione che gridava al divertimento, alla bizzarria, alla libertà; libertà di ogni tipo: libertà di espressione, libertà di osare, libertà sessuale.
I 4 ragazzi non solo hanno espresso la loro creatività, creando video musicali particolari, pittoreschi,(mi vengono in mente

‘The Universal ‘ ,ispirato ad ‘Arancia Meccanica’e ‘Parklife’ ) ma sono usciti completamente fuori dagli schemi grazie all’immagine che hanno dato. Hanno distrutto l’immagine del ‘rockettaro duro’ e quella dell’ ‘artista tormentato’, creandone una nuova  di “Nancy Boys” ( USA) o Sissy Boys (UK), ovvero ragazzi femminili, considerati effemminati.  I componenti della band molto spesso sono truccati, vestiti in modo eccentrico, non hanno paura di mostrare anche il loro lato più femminile.

 In particolare in ‘Girls and Boys’, parlano, in maniera scanzonata, di sessualità. 

Il messaggio fra le righe è che non importa se stai con un ragazzo o una ragazza, l’importante è che sia una persona che ti faccia star bene, la persona che ami  (‘they should be someone you really love’)

Citando la canzone:

Girls who want boys,  who like boys to be girls, who do boys like they’re girls, who do girls like they’re boys

Always should be someone you really love

Hanno abbracciato quest’immagine, senza nemmeno curarsene troppo, ma diffondendo un messaggio davvero importante:  ognuno può essere ciò che vuole e amare chi vuole

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