Se avete mai preso in considerazione l’idea di intraprendere il corso di studio universitario nell’ambito della medicina, sicuramente sapete che dovrete fare i conti con il famigerato test d’ingresso. Nel caso in cui non lo sapeste, questo test non si limita ad una selezione degli studenti migliori: gli argomenti  sono ogni anno più complessi e scoraggianti per i quasi 60.000 aspiranti dottori che ogni anno tentano di entrare. Per darvi un’idea, le conoscenze  richieste per affrontare i quesiti di chimica sono decisamente superiori a quelle necessarie per superare i vari esami universitari : è chiaro come un liceale, per quanto volenteroso e studioso, non possa avere certe conoscenze. Ed anche qualora si impegnasse a studiare da solo, come potrebbe prepararsi da sé su argomenti che non vengono spiegati neanche dai professori universitari?

Appare chiaro come la difficoltà di questi test sia a dir poco insensata. Difatti sono davvero pochi gli studenti che riescono ad accedere alle università pubbliche, e, lo ripeto, “pubbliche”, senza l’aiuto di corsi preparatori. Sì, corsi preparatori, ma a pagamento. E non solo: il costo di questi corsi va in media dai 2500 euro ai 7000 (se non di più). Ancora una volta, come del resto è sempre stato e sempre sarà nella storia, prevale chi alle spalle ha una famiglia disposta a spendere migliaia di euro per il futuro dei propri figli, mentre il percorso è sbarrato, o quanto meno scoraggiante, per coloro che non hanno  questa fortuna.

Mettere un test d’ammissione è sicuramente utile; mettere un test così complicato ed insensato no. La speranza che rimane è che le cose possano cambiare in seguito, ma considerando tutti gli interessi che si celano dietro a questa prova così complicata le prospettive non appaiono buone.

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