articolo in collaborazione: Elisa Lupieri e Sole Gaiani

La Cappella Brancacci, situata all’interno della chiesa di Santa Maria del Carmine, fa parte dei musei civici fiorentini e contiene i preziosi affreschi di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi, chiamato a completare l’opera circa cinquant’anni dopo. Essa rappresenta uno dei più grandi esempi della pittura del Rinascimento.

Nel novembre 2020 la Cappella Brancacci fu sottoposta a un primo monitoraggio per valutare il suo stato di salute. Emersero alcuni fenomeni di deterioramento del ciclo pittorico.
Di qui la necessità che fosse stabilizzato attraverso un intervento di restauro per il quale è stato firmato un protocollo di intesa tra Comune, Soprintendenza e Opificio delle pietre dure. L’ultimo restauro risale agli anni Ottanta.

Questo intervento durerà tre anni, ma la Cappella non chiuderà: il pubblico potrà, infatti, approfittare dei ponteggi per poter ammirare per la prima volta a distanza ravvicinata i capolavori di Masaccio e Masolino.
E’ prevista anche la realizzazione di uno speciale ascensore per far accedere ai ponteggi le persone disabili.

“Non potevamo chiudere la Cappella Brancacci tanto a lungo – commenta il sindaco e assessore alla cultura Dario Nardella –, soprattutto dopo il prolungato periodo di lockdown. Grazie a questa soluzione sarà possibile godere degli straordinari dipinti in maniera del tutto inedita e irripetibile”.

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