Tra gli adolescenti sorgono ormai sempre più problemi riguardo all’alimentazione, che sfociano poi nei cosiddetti DCA, disturbi del comportamento alimentare.
Di questi sono maggiormente conosciuti l’anoressia nervosa e la bulimia, ma molti non sanno che, in realtà, esistono anche il binge eating, l’ortoressia, la bigoressia, il disturbo da ruminazione, il picacismo e molte altre sottocategorie. bisognerebbe spiegare
Dai dati di un’indagine Survey diffusi dal ministero della Salute, risulta che nel primo semestre del 2020 sono stati rilevati 230.458 nuovi casi, che riguardano per lo più la fascia di età tra i 15 e i 19 anni e colpiscono maggiormente le ragazze.
Nello stesso periodo dell’anno precedente i casi erano stati 163.547. Perché?
La pandemia ha influito anche in questo caso, incrementando i casi di DCA del 30%, anche tra i soggetti maschili, che sono stati colpiti 4 volte di più. Inoltre, sempre secondo gli esperti, si stanno verificando, nei pazienti già in cura, peggioramenti della malattia dovuti ad eventi traumatici avvenuti con l’isolamento sociale, la permanenza forzata a casa, la chiusura delle scuole e, in generale, il distacco dagli amici e l’annullamento delle iniziative di coinvolgimento sociale.
La situazione sta degenerando sempre di più, come possiamo notare da questi dati, ma cosa porta gli adolescenti ad arrivare a questo?
Le cause sono molteplici e dipendono da persona a persona: infatti un disturbo alimentare può nascere da fattori psicologici o genetici, che aumentano la vulnerabilità di una persona, traumi, ma anche da una bassa autostima,  difficoltà interpersonali,  perfezionismo, essere insoddisfatti del proprio corpo e abuso di alcolici o di sostanze. Le cause citate derivano per lo più dal mondo dei social e della moda, che sembrano imporre canoni di bellezza quasi irraggiungibili, ma anche da una semplice battuta fatta da un proprio coetaneo, dal bullismo e da tutte le pretese che abbiamo su noi stessi per poter somigliare alla nostra immagine di perfezione.
Le donne sono sicuramente le più colpite. La frequenza dei disturbi dell’alimentazione negli uomini si stima che sia dalle 10 alle 20 volte inferiore rispetto a quella osservata nel sesso femminile. Secondo alcuni studiosi questa differenza tra sessi è dovuta soprattutto a fattori socio- culturali: nell’ultimo secolo, il ruolo della donna è infatti cambiato molto e il corpo femminile è diventato ‘oggetto’ di interesse da parte dei mass-media. La donna dei nostri tempi è una donna che “deve” avere successo, essere bella e assomigliare il più possibile a canoni ideali di bellezza dettati dalla moda e dal consumismo; ciò può portare lo sviluppo di un disturbo alimentare. Questa differenza di numeri non deve però sminuire lo sviluppo dei DCA nel sesso maschile, che può essere presente e grave esattamente come nelle donne.
Insomma, nell’adolescenza i ragazzi si trovano alle prese con un corpo che sta cambiando e che assume un diverso ruolo nelle relazioni, e all’interno del quale è spesso complicato trovarsi a proprio agio. I sintomi dei DCA infatti esprimono una sofferenza interiore che non trova altri canali di comunicazione. Questa forma di autodistruzione spesso infatti esprime la necessità di lanciare un messaggio ed il cibo sembra essere il mezzo più efficace.
Il modo migliore per poterne uscire è indubbiamente un supporto psichiatrico, talvolta accompagnato da psicofarmaci; ma l’aiuto di amici e famiglia è fondamentale e la guarigione, seppure caratterizzata da un percorso di vera e propria lotta contro se stessi, non è mai irraggiungibile.

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