Ludovica Trucco ed Emma Delfino

 

L’ARTE E L’UOMO

 

L’uomo e l’arte, da sempre, hanno un rapporto di interdipendenza, poiché l’arte rispecchia la vita umana e la vita umana rispecchia l’arte. Esse si appartengono perché attraverso le abilità artistiche l’uomo intraprende una ricerca all’equilibrio dei sensi e i suoi pensieri sono immortali solo grazie a queste. La pittura, la poesia, la musica sono mezzi concessi all’uomo per esprimersi liberamente, perché non conoscono alcuna regola, al contrario del giudizio degli spettatori. Inoltre, l’arte, anche se elemento inerte, infonde consapevolezza nell’uomo e per citare Oscar Wilde “La diversità di opinioni su un’opera è segno che essa è nuova, complessa, vitale”, poiché far riflettere chi osserva è uno dei suoi principali scopi. 

 

Quindi, considerando le precedenti osservazioni, è stato inevitabile che l’arte, nel corso della storia, diventasse una modalità d’espressione per vincitori e vinti e una documentazione della guerra attraverso le emozioni umane.

L’ARTE E LA GUERRA-LA PITTURA

A nostro parere, il quadro che meglio esprime il concetto di narrazione di conflitti violenti e battaglie è Guernica di Picasso.

Questa opera d’arte fu realizzata nel 1937, poco dopo un violento bombardamento avvenuto nella città natale dell’autore, appunto a Guernica. Questa tela ha uno scopo sociale e di denuncia, infatti è un appello alla coscienza umana e un invito a un risveglio da un profondo sonno della ragione.

Osservando l’illustrazione in questione possiamo notare che i colori utilizzati sono unicamente il bianco e il nero, una scelta certamente luttuosa, probabilmente ispirata dai toni delle foto che documentavano la guerra in corso. Inoltre vi è un violento incontro fra un’ambientazione esterna e una interna, infatti l’intimità domestica, rappresentata dalla lampadina, è distrutta dai bombardamenti.

Il  quadro è ricco di simbologie e significati celati in differenti figure che lo animano. Come una madre che tiene nelle mani il suo bambino deceduto, disperata, che rappresenta una moderna pietà o il toro con occhi umani emblema di violenza . Al centro si vede un cavallo ferito che, come il popolo spagnolo soffre; più in basso, quasi nascosto è disegnato un fiore, raffigurazione di speranza.

 

 

Guernica di Pablo Picasso - ADO Analisi dell'opera

 

Questo grande murale è ispirato a quadri del passato come la Fucilazione del 3 maggio 1808 di Goya e L’incendio di Borgo di Raffaello. In particolare la seconda opera ci fornisce interessanti spunti di riflessione: la scena si divide in tre zone, a sinistra vi sono delle persone che scappano spaventate per l’incendio appena divampato; al centro,  chinati per terra, notiamo diversi cittadini che pregano e infine a destra sono raffigurati degli individui che tentano di spegnere le fiamme. Questa immagine ci ha ricordato l’attuale guerra in Ucraina, in particolare una foto virale sui social poco tempo fa, che ritraeva l’infinita coda di macchine che cercavano di scappare da Kiev e dall’altra parte una sola automobile che si recava in città; infatti in ogni guerra vi è chi scappa, chi resta e chi prega.

L’ARTE E LA GUERRA-LA MUSICA

La musica è sempre stata una modalità di comunicazione molto efficace e, come la pittura, non conosce regola. Può essere utilizzata sia come strumento liberatorio, espressivo,  che come strumento propagandistico: addirittura le pubblicità che si vedono in televisione sono spesso affiancate da canzoncine, volte a promuovere il prodotto da vendere. 

 

La musica è fondamentale per la società perché le canzoni sono mezzi di comunicazione estremamente influenti ed efficaci, specialmente al giorno d’oggi in cui la musica è accessibile a tutti. Il cantante viene visto dal pubblico quasi come una figura mitologica e può dunque facilmente promuovere le sue idee, i suoi messaggi politici. 

Sfruttando questo fatto gli artisti hanno avuto quindi modo di diffondere le proprie opinioni.

Bob Dylan, celebre cantautore americano, per esempio, giocò un ruolo molto importante sulla scena politica e musicale degli anni 60-70 del Novecento. Dylan scrisse molte canzoni a sfondo politico, riguardanti soprattutto il bisogno di cessare la guerra, nello specifico la guerra del Vietnam, sottolineando la necessità di pace e armonia tra i popoli.

La canzone intitolata ‘Blowing in the wind’ si riferisce proprio a ciò. 

Le ultime due righe della prima strofa della canzone recitano:

how many times must the cannon balls fly

Before they’re forever banned?

Questi versi dimostrano l’avversione del cantante nei confronti della guerra e sono molto importanti, specialmente se si considera l’impatto che possono avere su chi le ascolta.  

Proprio per l’influenza dell’opinione pubblica, sempre più contraria alla guerra del Vietnam, grazie anche all’impegno di artisti come Bob, nel 1973 gli Stati Uniti ritirarono le loro truppe, ponendo fine ai sanguinosi combattimenti cominciati nel 1964. 

La guerra fredda tuttavia non terminò fino alla caduta dell’Unione Sovietica nel 1991. 

Tutte le guerre sono disastrose e sanguinose e alla fine portano solo dolore e sciagure, eppure, come sottolinea Dylan, rappresentano una triste costante nella storia dell’umanità. Quante morti ci vorranno prima che l’uomo riconosca che in troppi sono morti?  

And how many deaths will it take till he knows

That too many people have died?

The answer, my friend, is blowin’ in the wind,

The answer is blowin’ in the wind.

https://www.youtube.com/watch?v=ggMBlSU_670

 

 

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