articolo in collaborazione : Alice Brusso, Francesca Florenzo, Sofia Calcagno.

 

Il 27 ottobre 2021 il DDL ZAN( disegno di legge Zan) è stato affossato.

Cosa significa affossare una legge? E che cos’è il DDL ZAN?

Scopriamolo insieme.
Ebbene, il DDL ZAN prende la denominazione dal suo promotore alla Camera: il
deputato del PD Alessandro Zan.
Il disegno di legge in questione è stato redatto per «la prevenzione e il contrasto
della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere,
sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità». Le persone
che questo progetto di legge si prefigge di tutelare maggiormente sono quindi
donne, omosessuali, transessuali e portatori di handicap.
In questo modo si estende la portata normativa della Legge Mancino che sanziona “frasi, gesti, azioni e slogan aventi per scopo
l’incitamento all’odio, l’incitamento alla violenza, la discriminazione e la violenza
per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali”, lasciando da parte i
comportamenti violenti causati da  misoginia e omotransfobia. L’importanza del DDL ZAN non è legata solo agli aspetti normativi, ma anche a quelli culturali: tutela quelle che sono
le categorie di persone che più subiscono episodi di violenza, senza togliere o
ridurre le tutele a nessun altro. Infatti le minoranze etniche, linguistiche e
religiose continuerebbero ad essere tutelate dalla Legge Mancino.
Analizziamo ora, nel dettaglio, alcuni dei motivi per cui ci sarebbe bisogno di
questa legge e chi, esattamente, andrebbe a tutelare.

2021 e ancora sentiamo parlare di OMOTRANSFOBIA

Cos’è l’omotransfobia? È l’atteggiamento denigratorio e discriminatorio nei
confronti di omosessuali e transessuali alla cui base   sono l’odio e la paura
del “diverso”, frutto di ignoranza e pregiudizio.
Omosessuali, transessuali ed anche persone con un’identità di genere che non
rientra nella categorizzazione uomo/donna, sono visti come “deviati”, “da
curare” o, spesso, “confusi”.
Più precisamente, chi sono gli altri individui vittime di discriminazioni
giornaliere che dovrebbero essere tutelati dallo stato?
Sicuramente, le donne. Uomini e donne ancora non
hanno lo stesso salario e, nella società, queste ultime vengono viste come una categoria a sé,
inferiore, incapace di ricoprire ruoli di spessore( ce ne sarebbero di esempi, lascio il link di alcuni https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjFxLjDxfzzAhUBgv0HHVdHDfkQFnoECAMQAQ&url=https%3A%2F%2Ftimgate.it%2Fnews%2Festeri%2Fsofagate-cosa-successo-turchia.vum&usg=AOvVaw1i90mS-c71jRfTwtNBkTvM
https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjh3NuZxvzzAhUcg_0HHbYGB-8Q0PADKAB6BAgDEAE&url=https%3A%2F%2Fluce.lanazione.it%2Fvietato-vestirsi-da-prostituta-a-terni-lordinanza-del-sindaco-leghista-finisce-al-centro-delle-polemiche%2F&usg=AOvVaw3Z01SLAmRXFFuRCJBc2kEb) .

Anche parlando di episodi quotidiani di sessismo e misoginia, durante questo
secondo anno di pandemia il tasso di femminicidi è aumentato.
Infine, considerati ai margini della società sono anche i portatori di qualunque
tipo di disabilità, come ad esempio le persone autistiche o con la sindrome di
Down.

EMARGINAZIONE SOCIALE E ABILISMO

Sono davvero poche le strutture inclusive o gli aiuti sociali e psicologici
che lo stato offre ai fini dell’inserimento di tali persone nella società.

Le disabilità vengono riconosciute nell’Articolo 3 delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità come “parte della diversità umana e dell’umanità stessa”. L’articolo afferma che essere disabili non significa essere in una situazione peggiore a chi non è disabile. La disabilità però è sempre stata vista come una caratteristica che  mette “fuori dalla norma”, ovvero da ciò che è considerato  normale; ma anche normale dal punto di vista medico. Quindi la società non sa bene come comportarsi nei loro confronti. “Ableism”  è il termine inglese che si riferisce alla discriminazione contro le persone disabili; in Italia si chiama “abilismo” e ha iniziato a diffondersi alla fine degli anni Ottanta.

Non trovo normale che ancora oggi una donna debba faticare il triplo di un uomo per ottenere anche solo un minimo riconoscimento e che comunque non sia retribuita quanto il suo corrispondente maschile, che debba lottare ogni giorno per vedere riconosciuti i propri meriti e che le sue competenze vengano lo stesso costantemente messe in dubbio o sottovalutate solo per il suo sesso. Allo stesso modo, è disumano che molte donne vivano nel terrore perenne di subire un qualsiasi tipo di molestia (cosa che ormai è vista quasi come quotidianità, dal catcalling allo stupro vero e proprio) e che ciò le condizioni in svariati ambiti della loro vita. In caso di violenza si ha sempre la tendenza a giustificare l’aggressore (come se fosse incapace di controllare i propri impulsi) e colpevolizzare la vittima: questo nella maggior parte dei casi spaventa la donna talmente tanto che spesso passano mesi (se non anni) prima di una denuncia e questo atteggiamento non fa che acuire le disuguaglianze e discriminazioni di genere


        L’OPPOSIZIONE E LA COSIDDETTA TAGLIOLA

E per quanto riguarda l’opposizione?
Il DDL ZAN ha suscitato l’indignazione di molti componenti dei partiti della
destra italiana (Lega, Fratelli d’Italia e altri).
L’opposizione sostiene che il DDL Zan sia un disegno di legge liberticida, che va a
limitare la libertà d’espressione degli individui che non sono a favore della tutela
dei diritti delle categorie precedentemente citate.

La tagliola, una procedura parlamentare che viene prevista dall’articolo 96, ha bloccato il passaggio del disegno di legge,  “Proposta di non passare all’esame degli articoli”, “Prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame”. I senatori hanno iniziato ad esultare, un vociare di cori a dir poco imbarazzanti e a dir tanto agghiacciante. La cosa che mi lascia senza parole è che qui non si parla del gol al 90esimo minuto, ma di diritti umani che sono stati negati , o meglio, posticipati.

    LE LEGGI BAVAGLIO

I principali oppositori la definiscono una “legge bavaglio” che andrà a ledere la loro libertà di parola, senza capire che non si tratta di togliere diritti a chi è già privilegiato, bensì di garantire tutela a chi invece subisce continue discriminazioni. Ma qualora la cosiddetta opinione vada negare determinati diritti ad altri individui non può più definirsi tale,  anzi assume a tutti gli effetti i caratteri della discriminazione. 

Oggi ci sono ancora troppi casi in cui si viene rinnegati dai propri cari solo perché non eterosessuali o cisgender, in alcuni Paesi questo può addirittura portare ad una condanna a morte, e ciò troppo spesso causa nei soggetti in questione una repressione del proprio io tale da portare anche al suicidio, nei casi più estremi. Anche per questo trovo quindi che una legge come questa sia necessaria, possibilmente accompagnata da una campagna di sensibilizzazione, visto che nella maggior parte dei casi il sentimento d’odio è provocato dall’ignoranza dei temi presi in considerazione.

Ricordiamoci che, innanzitutto, il ddl Zan mirava a punire non il pensiero, ma l’atto fisico di violenza. In secondo luogo, in questo caso non si può certo parlare di opinioni, che cessano di essere tali quando vanno a negare diritti ad altri individui: la parola opinione indica un qualcosa di relativo e implica sempre un margine di dibattito, mentre ciò non deve mai accadere quando si parla di diritti umani, che devono essere garantiti a tutti sempre e comunque.
Con l’affossamento del ddl Zan il nostro Paese resta uno degli ultimi senza una legge di questo tipo. L’Italia però non ha voluto stare ferma a guardare: da quando è stato reso pubblico l’esito della votazione, da Nord a Sud le piazze si sono colorate di bandiere arcobaleno e riempite di persone pronte a far sentire la loro voce.
Oggi più che mai appare evidente l’enorme divario esistente tra la società e quelli che dovrebbero esserne i rappresentanti.
Finché il nostro governo non imparerà ad evolversi con la società, ad accogliere le istanze mosse dal popolo e ad accettare la diversità come la grande ricchezza che è non potremo mai essere davvero uno Stato moderno e progredito.

 

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