Da alcuni anni a questa parte una nuova tecnica nell’ambito della genetica ha rivoluzionato questa branca della biologia. Ma di cosa si tratta esattamente?

La tecnica CRISPR-CAS9, acronimo che sta per ‘Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats’ (‘brevi ripetizioni palindrome raggruppate e separate a intervalli regolari’), si basa sull’impiego di una proteina, Cas9 per l’appunto, che può essere usata per applicare modifiche specifiche al genoma, ossia la totalità dei cromosomi di una cellula con i geni contenuti in essa (tra l’altro il termine genoma sembra derivare dal greco γίγνομαι, “divenire”). Queste modifiche possono essere apportate ad ogni tipo di cellula, che sia essa umana, animale o vegetale. Cas9 viene definita una ‘forbice molecolare’, poiché una volta associata ad una molecola di RNA (l’RNA è una macromolecola biologica che converte le informazioni genetiche del DNA in proteine), ‘taglia’ le sequenze di DNA dannose del genoma bersaglio, con la possibilità di correggere mutazioni causa di malattie.

CRISPR permette dunque di riscrivere il DNA, causando una vera e propria rivoluzione dell’ambito della genetica e molti dubbi, tra cui le implicazioni etiche di questa procedura. La sua applicazione spazia dalla creazione di vegetali particolarmente ricchi di antiossidanti alla correzione di condizioni prima d’ora incurabili come la distrofia di Duchenne. Ma può spingersi anche molto oltre: per citare un esempio, nel 2018 in Cina sono nate due gemelle ‘geneticamente modificate’; il ricercatore He Jiankui aveva infatti annunciato di aver fatto nascere due bambine i cui geni erano stati modificati con CRISPR-CAS9 per renderle immuni all’infezione da HIV, tramite la ‘disattivazione’ del gene Ccr5, che dà luogo all’infezione stessa. E’ stato poi condannato a tre anni di carcere, con l’accusa di aver condotto pratiche mediche illegali. Sebbene quindi questa tecnica abbia aperto un’infinita serie di possibilità, d’altra parte può risultare quasi pericolosa. Si tratta infatti di poter ‘tagliare e ricucire’ il DNA, all’interno del quale sono archiviate le informazioni che definiscono chi siamo.

Nel 2020 Jennifer Doudna e Emmanuelle Charpentier hanno ricevuto il Nobel per la Chimica, proprio per la messa a punto della tecnica CRISPR-CAS9. Possono essere definite le pioniere di questa tecnica, con i loro primi studi a riguardo nel 2012 ( infatti la prima volta in cui i ricercatori notarono Crispr nel DNA di un batterio fu nel 1987, ma saranno poi le due scienziate a renderlo un vero e proprio strumento per la modifica dei geni). Da allora la ricerca è avanzata sempre di più, portando anche a quello che può essere definito ‘dibattito bioetico’, poiché è stata elaborata questa tecnica relativamente ‘semplice’ da applicare, ma che può intervenire sui geni umani, modificandoli e rendendo perfino ereditabili queste modifiche.
Grazie al lavoro delle due scienziate è stato possibile avviare sperimentazioni per nuove terapie anticancro, sviluppare colture che resistano a siccità, muffe e pesticidi e rendere sempre più concreta la possibilità di curare malattie genetiche ereditarie.

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